Arredamento e design

Arredare con pezzi d’auto: il riciclo corre su 4 ruote

19 Ago , 2014   -   di

In America si gioca a ping pong su una Mustang, e si prepara il  barbecue nel bagagliaio di una vecchia Plymouth Fury del 1958. Arredare dallo sfasciacarrozze sta lentamente diventando di moda anche in Italia… e con protagonisti assai meno ingombranti.

Che questi siano gli anni del riciclo non c’è dubbio. Lo testimonia il continuo rincorrersi di idee e soluzioni d’arredamento alternative, tutte ugualmente concentrate su quella scossa creativa in grado di riportare in vita anche il più inutile tra i vecchi oggetti che dormono nei meandri polverosi di vecchie cantine, o magari stipati gli uni sugli altri nei cortili di qualche sfasciacarrozze.

Si, esatto, sfasciacarrozze. Perchè anche le vecchie glorie su 4 ruote adesso hanno la possibilità di rivivere una nuova esistenza sotto forma di pezzi d’arredamento per le nostre case. In effetti l’idea di arredare con rottami d’auto non è esattamente nuova, visto che oltreoceano esistono ormai da qualche decennio artigiani in grado di creare con le carrozzerie delle vere e proprie opere d’arte, che vanno dai divani ai barbecue, dai tavoli da biliardo alle vasche da bagno. In Europa sono stati gli spagnoli a recepire meglio, e a declinare in una versione più soft, questa passione che oggi sembra ricevere i primi timidi consensi anche nel nostro paese.

E’ stato soprattutto lo studio Bel Y Bel di Barcellona, un gruppo di giovani architetti costantemente alla ricerca di soluzioni d’arredamento insolite, a distinguersi per aver saputo interpretare il riciclo del rottame da sfasciacarrozze in una chiave assolutamente nuova,  fatta di pezzi unici, e quindi in antitesi perfetta con la natura prettamente seriale della materia prima utilizzata.

Gli oggetti di questa passione che fonde tra loro design e storia sono innumerevoli. Dalle mitiche Fiat 500 e 600 (in Spagna, per forza di cose, Seat) alle vespe e lambrette, passando attraverso vecchi maggiolini e altre glorie degli anni 50 e 60, come Alfa Romeo, Lancia, Mini. Le parti di carrozzeria selezionate per un riutilizzo (in massima parte i musetti con una parte di cofano) vengono prima tagliate e quindi trattate in maniera molto simile a quanto farebbe un qualsiasi carrozziere. La ruggine viene eliminata, i componenti cromati tirati (paraurti, griglie, cornici dei fari) a lucido, e talvolta vengono resi funzionanti anche i fanali. Ma non sono soltanto le lamiere ad essere oggetto di restauro e modifica.  Anche altre parti vengono riutilizzate per dare vita a queste creazioni. I cruscotti, per esempio, ma anche i sedili e i divani, e persino parti specifiche del motore.

Il costo di queste realizzazioni varia molto in relazione alla richiesta da soddisfare, ma difficilmente si potrà mai parlare di tariffe economiche, visto che si tratta di pezzi unici al mondo, praticamente non replicabili in serie, e con una percentuale di manodopera altissima. Infatti, fino a ieri,  in Italia erano solo alcuni negozi con target medio-alto a commissionare componenti d’auto per allestire innovativi banconi e personalizzare vetrine. Adesso, almeno a giudicare dai siti che espongono soluzioni d’arredo basate sui rottami d’auto, un certo interesse iniziano a mostrarlo anche i privati, desiderosi forse di sedersi comodamente o di dormire su un oggetto che 50 anni fa correva sulle strade di un paese euforico grazie al boom economico. Si tratta di un interesse ancora piuttosto acerbo, è vero, e in parte mitigato dal timore di un investimento considerevole. Tuttavia, il fascino emanato da questi oggetti è così grande da poter giustificare, almeno in parte, un acquisto leggermente al di là delle normali pianificazioni familiari. E’ quello che sostengono i creatori del sito web auto-mobili, tre professionisti torinesi provenienti da esperienze lavorative diverse, ma legati da una passione comune, ovvero “utilizzare il passato industriale dell’Italia come fonte di ispirazione per creare un nuovo design dalla forte personalità che sappia guardare la propria storia con intelligenza e senza retorica nostalgica”.  Le creazioni di auto-mobili riassumono in sé, attraverso commistioni di materiali, forme e colori, l’essenza stessa del design, inteso come rielaborazione del passato al servizio di schemi e  fruizioni  moderne.


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