Bagno

Box doccia e ante: i segreti per recuperare spazio

12 Dic , 2013   -   di

Nella scelta dell’arredamento molto spesso bisogna fare i conti con spazi piccoli o insoliti: anche nel bagno è necessario adeguarsi alle metrature per decidere e disporre i sanitari.

Iniziamo dicendo che in una sala da bagno piccola, sono preferibili sanitari sospesi che permettono di risparmiare spazio perché privi della colonna di scarico: ne esistono molti, dai profili arrotondati e compatti di grande bellezza.

Alla vasca da bagno, molto diffusa precedentemente perché testimone di uno status e oggetto di lusso, si preferisce sempre più spesso la doccia con un notevole risparmio di volume, oltre che di consumi.

Nelle stanze piccole o nel caso di bagni ricavati da altri ambienti, può succedere che i metri disponibili siano davvero pochi, ma le soluzioni per ricavare il massimo spazio ci sono: sul mercato abbondano box doccia salvaspazio, con grande varietà di misure.

Per quanto riguarda nello specifico la scelta della doccia, alcuni elementi sono molto importanti per riuscire a minimizzare l’ingombro e massimizzare il confort: innanzitutto la forma, la grandezza e il modello del piatto doccia e, da ultimo, la modalità di chiusura delle ante. Per la forma, l’opzione migliore è sicuramente il modello angolare, che permette di sfruttare a pieno le potenzialità delle pareti, utilizzando anche l’angolo che, talvolta, viene sprecato. Se la superficie calpestabile è ridotta, per il piatto doccia si può scegliere la soluzione del “taglio su misura”, anche in posa. I modelli semicircolari sembrano quelli più efficaci e pratici a restituire ampiezza e volume allo spazio interno della doccia.

Le ante sono un ulteriore elemento da scegliere con accortezza per assecondare la ricerca di spazio. La chiusura può essere a battente, a soffietto o scorrevole; oppure è possibile optare per docce senza ante, come l’ultimo modello proposto dal brand spagnolo Roca, Hide&Seat (foto1). Quest’ultimo prodotto è dotato anche di una panchetta che si trasforma in un cassettone-contenitore esterno a scomparsa e, all’interno, il sedile è dotato di un altro porta oggetti.

Le ante a battente sono di grande eleganza: quelle che si aprono verso l’esterno però rischiano di essere la soluzione meno adatta per gli ambienti piccoli.  Tuttavia si trovano modelli che permettono l’apertura verso l’interno, con anche una divisione dell’anta, in modo da ottimizzare gli spazi interni, come quella della Samo per il box doccia Alter.

Una possibilità offerta dalle ante a soffietto è quella di essere abbinate ad una cabina retrattile, in modo che essa scompaia quasi, nel momento in cui esse vengono chiuse: il modello retrattile di LineaBox (link http://www.lineabox.net/home.html modello R339) con tre ante autoportanti che si chiudono a soffietto è l’ideale per docce in centro stanza.

 

Le ante scorrevoli, infine, rappresentano forse la giusta via di mezzo: senza rinunciare all’eleganza né sacrificare il design, si può scegliere la forma in base a quella del piatto, con ante frontali che scorrono rimanendo dietro a quelle fisse. Uno splendido esempio è quello offerto dalla linea Vis di Samo.

Come ultimo grande esperimento in grado di coniugare design e spazio, va citato quello del gruppo EOOS che ha ideato l’innovativo box doccia OpenSpace prodotto da Duravit: le due ante in vetro autobloccanti, che possono essere trasparenti o a specchio, si richiudono comodamente appoggiandosi alla parete, senza guide lasciate in vista. Funzionalità e bellezza di questa doccia liberano spazio calpestabile e aiutano a far sembrano il bagno più grande (rif. Al link http://www.duravit.it/website/homepage/prodotti/panoramica_prodotti/serie/openspace.it-it.html)


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