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Cappotto interno o esterno? Piccola guida al cappotto termico

23 Set , 2014   -   di

Cappotto termico interno o esternoL’isolamento termico è un concetto ormai centrale per una politica energetica che voglia essere al passo con le complesse sfide proposte da una situazione ambientale che desta sempre più preoccupazioni. E’ infatti di pochi giorni fa l’allarme lanciato dall’Organizzazione meteorologica mondiale a proposito dei livelli di anidride carbonica raggiunti durante il 2013, mai così alti nel corso degli ultimi decenni e tali da decretare il  fallimento delle politiche sinora concordate a livello intergovernativo.

In un quadro così deteriorato, le politiche in grado di esulare dalla produzione industriale, su cui aveva cercato di intervenire ad esempio il Protocollo di Kyoto, diventano la  risposta più efficace e in grado di ridurre l’emissione di sostanze nocive e i consumi. Politiche tra le quali spicca appunto l’isolamento termico degli edifici, atto a ridurre la dispersione dei benefici prodotti dagli impianti di climatizzazione interni.

Tra gli interventi più efficaci in tema di isolamento degli edifici, c’è soprattutto il cappotto termico, ovvero la coibentazione delle pareti di un immobile o di parte di esso. A questo proposito, va ricordato che l’intervento può essere effettuato sulla parte esterna dell’edificio oppure all’interno. Una differenziazione che a volte non si prende neanche in considerazione, in quanto l’intervento sulle strutture esterne può essere reso impossibile dalla presenza di vincoli architettonici oppure da regolamenti condominiali che lo vietino espressamente.

Meglio il cappotto interno o quello esterno?

Tutti gli addetti ai lavori concordano sul fatto che il cappotto esterno è una soluzione più adeguata, resa tale dal fatto che gli interventi interni portano come conseguenza una riduzione della superficie calpestabile. Andrebbe però ricordato a tal proposito che una soluzione come l’aerogel consente di superare anche questo problema, in quanto lo spessore delle lastre isolanti prodotte con questo materiale, è equivalente ad un quarto di quelle tradizionali. Si  riduce perciò al massimo l’invasività dell’intervento. Dote questa che compensa abbondantemente l’elevato costo dell’aerogel.

Altra cosa fondamentale che viene spesso dimenticata quando si discute sulla superiorità dell’una o dell’altra soluzione, è che la cosa realmente importante affinché il cappotto termico abbia successo, è assicurarsi che tutti gli elementi strutturali di una abitazione riescano a mantenere la stessa temperatura senza sbalzi. Garanzia che può essere data soltanto da lavori fatti a regola d’arte, cosa che non sempre accade, in quanto spesso si tende a sottovalutare fattori come la presenza di fessure sulla superficie da rivestire. Eventuali fessure in seguito potrebbero rivelarsi il tallone di Achille dei lavori predisposti. Come spesso accade, è la cura del dettaglio a fare la differenza.



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