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Certificazione energetica: ACE, APE, e criteri di valutazione della classe energetica

15 Lug , 2014   -   di

Certificazione energetica degli immobili: ACE, APE, e criteri di valutazione della classe energetica

La certificazione energetica è un attestato, reso obbligatorio per legge a partire dal 2013, nel quale vengono riportate tutte le informazioni relative all’isolamento termico, al sistema di riscaldamento e al consumo energetico di un determinato immobile. Viene redatto, dopo un sopralluogo, da tecnici abilitati o ditte specializzate, quindi registrato nel catasto energetico e infine assimilato dal comune di competenza. La sua presentazione si rende necessaria, da parte del proprietario, per la stipula dei contratti di compravendita, di locazione, per le donazioni; deve essere inoltre sempre allegato alla documentazione dell’immobile già al momento in cui si formalizza un annuncio di vendita o di affitto.

Fino al 5 giugno 2013 il certificato energetico era denominato ACE (attestato di certificazione energetica) ma, con l’entrata in vigore del Decreto 63/2013, la sigla è leggermente cambiata in APE, ovvero attestato di prestazione energetica. 

In realtà, malgrado l’enorme confusione generata anche negli addetti ai lavori, si tratta di un semplice adeguamento della legislazione che allinea il nostro paese alle direttive europee in tema di energia.  Ma quali sono le differenze sostanziali tra il vecchio certificato e quello nuovo? La novità più rilevante riguarda i criteri di valutazione leggermente differenti rispetto all’ACE, e che investono anche la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio, la presenza di ascensori o scale mobili, così come il tipo di illuminazione, giusto per citarne alcuni. Per il resto le cose rimangono pressochè uguali al passato, con l’unica eccezione in merito alle pesanti sanzioni previste a carico del certificatore, qualora venga redatta un attestato non vero. Si tratta infatti di una vera e propria dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

L’attestato di prestazione energetica, come già avveniva per il vecchio ACE, ha una durata di 10 anni, che decorrono dal momento del rilascio. Deve però essere rifatto ex novo qualora, nel corso della sua validità, nella casa siano stati effettuati lavori di ristrutturazione tali da determinare una variazione della classe energetica preesistente. L’APE deve essere rilasciato, da parte dall’impresa di costruzioni, ai nuovi acquirenti o inquilini anche nel caso di un edificio di nuova costruzione, a totale garanzia che i lavori siano stati compiuti nel pieno rispetto delle direttive di legge. In quest’ultimo caso è prassi diffusa quella di produrre il certificato nel momento in cui viene richiesta l’agibilità dell’immobile.

Una domanda che spesso viene posta, è quella relativa a una eventuale retroattività della legge, che potrebbe rendere nulli tutti i vecchi attestati di certificazione energetica, anche nel caso in cui non fossero ancora decorsi i 10 anni di validità. Ebbene, in questo caso la legislazione prevede che chiunque sia in possesso di un vecchio ACE ancora valido non dovrà munirsi del nuovo certificato, a meno che non si verifichino interventi strutturali che lo rendano indispensabile.

Ma quanto costa dotarsi di un certificato energetico? I professionisti abilitati praticano le loro tariffe soprattutto in relazione alle dimensioni dell’immobile e quindi alla durata del sopralluogo. L’ammontare complessivo di una fattura, tuttavia, può risultare molto diverso da regione a regione, come conseguenza dei diversi mercati immobiliari. In linea di massima potremmo dire che si parte da un minimo di 180 Euro per un appartamento standard a un massimo di 400 per gli immobili più grandi.


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