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Come nascondere cavi di alimentazione e cablaggi vari: 3 soluzioni fai-da-te

2 Set , 2014   -   di

 

L’esigenza di nascondere i cavi di alimentazione di tv, sistemi HI-FI, console per videogames, sistemi di Home Theatre, e in generale di tutti quegli impianti domestici provvisti di collegamenti multipli è diventata da qualche anno una vera e propria problematica d’arredamento, in grado di determinare in molti casi scelte ad hoc.

Rendere invisibili i cavi e i cablaggi di ogni genere è un’impresa ardua nelle abitazioni moderne, in cui la concentrazione di elettrodomestici e sistemi di intrattenimento audio-video ha raggiunto livelli impensabili anche soltanto un paio di decenni fa. Televisorilettori Blu-rayconsole per videogames, soundbarsistemi di amplificazione Home Theatre, oltre naturalmente a tutta la parte informatica di pcnotebookstampanti multifunzione, stanno non solo mettendo in discussione alcuni criteri base dell’arte di arredare, ma addirittura determinando un cambiamento profondo nella realizzazione stessa dei vari complementi d’arredo.

Chiunque abbia acquistato di recente pareti attrezzate, scrivaniemobili porta tv, si sarà infatti preoccupato di verificare preventivamente la presenza o meno, sul mobile in questione, di un sistema per l’occultamento dei cavi. Tralasciando in questa sede le soluzioni studiate da molte aziende apposta per lo scopo, cercheremo di elencare alcuni piccoli espedienti fai-da-te per raggiungere ugualmente lo scopo.

Fascette di plastica: è il rimedio in un certo senso più banale, ma comunque efficace in moltissimi casi. Molto valido, ad esempio, in tutte le postazioni con pc fissomonitor, stampante, e periferiche varie, questo metodo ci consente di raggruppare tutti i cavi in un unico condotto d’uscita, eliminando di fatto i classici grovigli impolverati che caratterizzano uffici e angoli studio.  Le fascette di plastica, meglio se in tinta con il colore dei cablaggi, possono essere usate anche per raggruppare assieme anche i cavi dei sistemi di intrattenimento connessi alla tv, ma soltanto nel caso in cui il diametro risultante dal raggruppamento di questi cablaggi non renda necessario lo spostamento dei mobili.

Sfruttamento degli spazi nascosti: un’altra soluzione, questa volta ad esclusivo vantaggio dei sistemi connessi alla tv, è quella che prevede lo sfruttamento dei corridoi che si vengono spesso a formare dall’accostamento di librerie o pareti attrezzate al muro.  Lo spessore del battiscopa, infatti, impedisce che l’accostamento sia totale e pertanto, una volta verificato il percorso fino alla presa di corrente più vicina, potremo agevolmente fare passare tutti i cavi in quella provvidenziale galleria rendendoli praticamente invisibili alla vista. Molti costruttori di mobili, come Ikea, sembrano aver ampiamente pensato a questo problema al punto che, su molti dei loro articoli, è presente un’abbondante rientranza in corrispondenza della parte posteriore della base. Una trovata provvidenziale, che facilita ulteriormente il nostro lavoro.

Forature e tagli: nessuno di noi vorrebbe arrivare a dover praticare degli interventi simili sui mobili, si intende. Ma è un dato di fatto che in alcuni casi nessuna soluzione, ad eccezione di questa, risulta praticabile. Ovviamente, sia la foratura che il taglio sono interventi che presuppongono una certa manualità nell’utilizzo di trapanismerigliatriciseghetti, e pertanto non vanno eseguiti se non si è certi di poter tranquillamente raggiungere lo scopo. Entrambi i lavori devono essere effettuati sulla parte meno esposta del mobile: ovvero lo schienale. Si tratta anche della parte più sottile, e generalmente realizzata con materiali non pregiati. Il consiglio è quello di praticare un foro,  o un taglio, delle dimensioni esatte che facciano al caso nostro, senza esagerare.  I cavi passeranno attraverso l’apertura praticata, e quindi seguiranno il corridoio ricavato sul retro del mobile fino a raggiungere la presa di corrente, alla quale verranno collegati preferibilmente attraverso una multipresa a norma dotata di interruttore generale.

 



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