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Come pulire le piastrelle di bagno e cucina senza spendere nulla

18 Ago , 2014   -   di

La pulizia delle piastrelle presenti in cucina e in bagno andrebbe effettuata molto frequentemente, soprattutto se siamo dei fumatori accaniti o se tendiamo a utilizzare poco la cappa della cucina.

Uno degli errori più comuni nella pulizia della nostra casa riguarda il trattamento delle piastrelle murali, che si trovano unicamente in bagno e cucina.  Spesso infatti siamo indotti a considerarle così affini ai pavimenti, da poter loro riservare il medesimo trattamento di pulizia. I normali detergenti per i pavimenti, molti dei quali a base di candeggina, sono però studiati per eliminare tutta una serie di macchie e di sporcizia comune che di norma scaturiscono da ciò che involontariamente rimane attaccato alla suola delle nostre scarpe (fango, gomma).

Le piastrelle invece, oltre a necessitare di prodotti sicuramente meno aggressivi, presentano un tipo di sporco molto diverso, che varia dai semplici residui alimentari, al grasso di cottura che sfugge all’azione aspirante della cappa, passando attraverso quegli odiosissimi aloni gialli dovuti ai depositi di nicotina, e alle tipiche incrostazioni calcaree (box doccia)Per tutte queste macchie esistono trattamenti alternativi che, oltre ad evitarci di acquistare almeno un prodotto per ciascuna di esse, ci garantiscono un risultato validissimo, sia sotto il profilo estetico che dal punto di vista dell’igiene vera e propria. L’unica cosa che non saremo in grado di evitare, purtroppo, è la fatica nel compiere e portare a termine un lavoro come questo.

Una scopa a vapore, dotata degli appositi accessori per la pulizia delle pareti, rappresenta sicuramente la soluzione più rapida ed efficace, in quanto ci permette di sgrassare a fondo sia le piastrelle che le fughe senza particolari sforzi dovuti a sfregamenti. Il calore sviluppato, inoltre, esercita un’azione battericida persino superiore a quella di molti prodotti pulenti di uso comune.

In alternativa, qualora non disponessimo di questo prezioso elettrodomestico, ci vengono comunque in aiuto i classici rimedi della nonna, tramandati di generazione in generazione, e capaci quasi sempre di compiere imprese impossibili a costo zero. Dopo aver riscaldato, quasi a temperatura da ebollizione, una pentola di acqua, versiamo dentro mezzo bicchiere di aceto bianco e mezzo bicchiere di ammoniaca pura. Quindi, servendoci di un panno in microfibra precedentemente strizzato, passeremo questa soluzione in maniera uniforme, fino a rimuovere tutto lo sporco. E’ importante che il panno venga risciacquato ogni due o tre passate sotto il rubinetto, per non correre il rischio di detergere le piastrelle con lo stesso sporco che un attimo prima abbiamo rimosso. Per quanti invece non sopportassero l’aroma intenso dell’aceto, e non volessero impregnarne per giorni la cucina o il bagno, è possibile creare una soluzione anche soltanto con del bicarbonato, sebbene il suo potere sgrassante sia un po’ meno efficace.

Indipendentemente dal fatto che si utilizzi il vapore o le soluzioni di acqua e aceto, è fondamentale che tutto il grasso che cola venga istantaneamente asciugato con un secondo panno umido. Per quanto infine riguarda le fughe delle piastrelle, un ottimo sistema consiste nell’immergere uno spazzolino da denti a setole dure in un bicchiere di alcol e di passarlo quindi, strofinando energicamente, sugli interstizi. Un pennarello indelebile a base di vernice potrebbe invece rivelarsi utile per ripristinare la colorazione originaria delle fughe. E’ stupefacente vedere come attraverso questi banali espedienti si possa avere ragione di macchie e sporco, restituendo alla parete nel suo insieme l’originaria lucentezza.


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