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Cucina Metod: la filosofia IKEA declinata in tutte le lingue del mondo

14 Lug , 2014   -   di

Cucina Metod: la filosofia IKEA declinata in tutte le lingue del mondo

Quanto tempo è necessario a disegnare, elaborare e commercializzare su larga scala una cucina componibile? Che intervallo intercorre tra il primo schizzo dell’architetto e l’effettiva esposizione dentro un negozio? Non è facile dare una risposta soprattutto se si tratta, come in questo caso, di un bene la cui genesi e le cui tappe progettuali non sono mai state oggetto di campagne pubblicitarie o speculazioni in genere.

Ma se il produttore di quella cucina componibile è Ikea, allora forse ciascuno di noi, compiendo non tanto un’analisi approfondita quanto piuttosto una semplice associazione di idee,  scommetterebbe su tempi brevissimi. Eppure, malgrado da sempre le creazioni del colosso svedese abbiano generato nell’immaginario collettivo l’idea di ritmi progettuali e realizzativi serratissimi, la scommessa sarebbe alla fine perduta.

In un articolo apparso qualche tempo fa sul Wall Street Journal, infatti, viene descritta e spiegata chiaramente la lunga genesi progettuale cui viene sottoposto ogni singolo prodotto Ikea, con particolare riferimento alla cucina Metod, concepita per soddisfare le molteplici esigenze di utilizzo da parte di una utenza mondiale. Ebbene, ci sarebbero voluti ben 5 anni di studio per realizzare quest’idea ambiziosa, che mira a sintetizzare e a unificare culture, forme, visioni diverse sotto un’unica bandiera interpretativa, che vada bene in Russia, così come in Messico, in Canada o in Europa.

Metod di Ikea è un nuovo sistema di intendere la cucina che consiste nello scegliere e mettere insieme moduli progettati per combinarsi tra loro e dar vita ad una cucina altamente personalizzabile.

Stando sempre a quanto scrive il Wall Street Journal, non sarebbero però tanto i 5 anni impiegati per la creazione di una cucina a fornire una chiave di lettura della filosofia Ikea, quanto piuttosto ciò che sta dietro a questi 5 anni. Ovvero l’idea, senza dubbio vincente, che l’ottimizzazione delle fasi progettuali e produttive sia l’unica via per poter arrivare a un abbattimento dei costi di produzione e quindi, in ultima analisi, dei prezzi.

Come? Tornando alla cucina componibile Metod, racconta ancora il Wall Street Journal, i vari team a capo del progetto hanno cercato soprattutto di trovare soluzioni comuni alle richieste provenienti da tutti i mercati mondiali, cercando di dare una risposta ad esigenze assai ricorrenti, come ad esempio quelle relative a una minore profondità da riservare agli scaffali, o ad aspettative finora inedite, come quella di riservare all’interno della cucina un piccolo spazio ai bambini, o anche studiando sistemi di imballaggio tali da rendere i 1.100 componenti della Metod facilmente trasportabili.

Strategie quindi non basate sull’aggressività, né tantomeno sullo sfruttamento del marchio, ma esclusivamente votate al raggiungimento del massimo risultato con il minor spreco possibile di risorse utili. Non a casa Ikea ha chiuso il 2013 con un fatturato di quasi 28 miliardi di Euro, e si appresta a diventare indiscusso leader di mercato in Cina, India e Russia, paesi dalle potenzialità enormi e la cui l’economia non risente della crisi globale.

A seguire una galleria di immagini con alcune delle quasi infinite possibilità di comporre una cucina Metod Ikea.

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