Casa Green

Dove è finito il pannolino sporco? Si è trasformato in una tegola

2 Apr , 2013   -   di

Non hanno un costo particolarmente basso e, se usati, neanche un profumo invitante. Se ne consumano almeno 6 o 7 al giorno per almeno un anno e mezzo, nei periodi critici anche di più.

È la storia dei pannolini usa e getta per i piccini di casa, uno strumento pratico per le mamme che non devono lavare una stoffa super sporca come avveniva in passato, ma anche un vero e proprio flagello ambientale. Per biodegradarsi un pannolino impiega dai 300 ai 500 anni.

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L’ente scozzese Zero Waste Scotland ha pensato a questo problema e ha ideato un progetto attraverso il quale i pannolini usati possono essere trasformati in tegole per edifici domestici e industriali. In quattro contee scozzesi i pannolini verranno raccolti porta a porta, trasportati in un centro di trattamento per essere disinfettati, sterilizzati, riciclati e trasformati in oggetti comuni di uso domestico o in materiali per le costruzioni.

Dai pannolini si potranno ottenere recinzioni, dissuasori, mobili, tubi e appunto tegole per le coperture delle case. Progetti simili sono stati attivati anche in Francia dalla società Suez Environment che si impegna a riciclare la plastica dei pannolini per ottenere nuovi oggetti. Non si butta neanche la parte organica: da essa può essere prodotta energia.

Anche i piccoli neonati sgambettanti, quelli che sono talmente dolci che li riempiresti di coccole, ma che, in alcuni casi sganciano delle vere e proprie bombe a mano, capaci di far svenire anche il più amorevole genitore, possono dare il proprio contributo in termini di riciclo e di tutela ambientale.


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