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Juicy Salif di Philippe Starck : storia dello spremiagrumi Alessi che…ha fatto la storia

22 Feb , 2013   -   di

Chi soffre di aracnofobia,per quanto amante del design, non potrà mai desiderare di possedere Juicy Salif. Probabilmente il più celebre oggetto di design della decade ’90, un’icona, un successo promozionale e commerciale: e pensare che lo spremiagrumi, creato da Philippe Starck per Alessi, neppure funziona bene!


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La sua storia e la sua genesi, però, valgono la pena di essere raccontate: scopriamo insieme cosa si cela dietro il successo di Juicy Salif!

Alessi e Starck, amore a…primo utensile!

Pur essendo lo spremiagrumi nato nel 1990, l’avvio della collaborazione tra Alessi e Starck risale al lontano 1986: Spagna e Portogallo erano appena entrate nella CEE, la nube di Chernobyl si avvicinava minacciosa al nostro Paese,  e la popolare azienda italiana si apprestava ad avviare, in collaborazione col critico d’arte Francois Burkhardt, il Progetto Solferino: un’esposizione parigina dei prodotti Alessi con la partecipazione di alcuni designer francesi.

Tra questi, naturalmente, Philippe Starck:  secondo Alberto Alessi l’unico, tra tutti i partecipanti, a produrre qualcosa di davvero interessante. Tant’è vero che il designer francese venne incaricato di progettare alcuni accessori per la cucina. Tra cui un vassoio….

Le migliori idee vengono sempre a stomaco pieno

Con la sua inconfondibile forma ragnesca, il corpo affusolato e le lunghe zampe curve, Juicy Salif è davvero un incredibile spremiagrumi; ed è stato creato proprio nel nostro Paese. Galeotto fu infatti un viaggio in Italia di Philippe Starck: durante un pranzo sulla costiera amalfitana, il designer rifletteva sul lavoro commissionatogli davanti a una ottima frittura di calamari. Quando, d’improvviso, si rese conto di non avere del limone per condirli. Che fare?

Certo, chiamare il cameriere e chiedere cortesemente il frutto. Ma anche afferrare un tovagliolo, e tra una macchia di sugo e una di unto, scarabocchiare la visione: un ragno metallico col corpo scanalato e lunghe zampe. Detto, fatto: l’improvvisato progetto venne spedito così com’era ad Alberto Alessi, il quale dapprima cercò di capire se si trattasse di uno scherzo, poi rimase folgorato dalla sua genialità. Era appena nato Juicy Salif.

Lo spremiagrumi che non spreme (ma fa arredamento)

Esaltato e deriso, celebrato e criticato. Come tutti gli oggetti innovativi, Juicy Salif ha spaccato in due la critica e il pubblico, immediatamente etichettato come un pezzo di maestria della provocazione e del design. Il punto, però, è che questo spremiagrumi…non spreme!

Osservatelo: non ha manici, quindi non è possibile ruotare correttamente il frutto sulla sua punta. Se si afferra per una zampa, le altre due rimarranno inevitabilmente instabili e non avrete comunque un risultato efficace. Non sempre poi il succo d’arancio prende la giusta via, finendo a volte fuori dal bicchiere, a volte sui supporti, a volte…sulle vostre mani. Un disastro, ma molto bello!

Metamorfosi dello spremiagrumi: da utensile a oggetto d’arte

Come lo stesso Starck ammetterà, Juicy Salif non è uno spremiagrumi, ma un oggetto di conversazione. Non è utile ma è decorativo, provocatorio, e splendido. Talmente bello da essere degno di finire esposto al MOMA , il museo di arte moderna e contemporanea di New York.

Per celebrarne il decennale, ne è stata prodotta una serie di 10.000 pezzi laccati in oro, edizione limitata da collezione. In questo caso sono stati preventivamente dichiarati “non funzionanti”, a mero fine ornamentale: il contatto con i succhi acidi degli agrumi finirebbe infatti con lo scioglierne la patina dorata. Qualcuno afferma malignamente che neppure prima funzionasse tanto bene, ma tant’è: Juicy Salif di Alessi, lo spremiagrumi di Philippe Starck ha fatto davvero la storia.

Che ne pensate? Avete mai provato a utilizzare il Juicy Salif di Philippe Starck? Scriveteci le vostre opinioni a riguardo!


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