Elettrodomestici

La cappa: consigli per l’uso e la manutenzione

14 Ago , 2014   -   di

La cappa è un elettrodomestico indispensabile nelle moderne cucine. A condizione che la si usi nel modo corretto, e che non ne venga trascurata la manutenzione.

Usare al meglio la cappa contribuisce a farci risparmiare sulla bolletta della luce e ci aiuta a preservare la nostra cucina dalle insidie dei fumi che si sviluppano durante la cottura dei cibi. Allo stesso modo, una corretta manutenzione della cappa, eseguita ad intervalli di tempo regolari, ne garantisce l’efficienza negli anni, evitandoci di dover fare i conti con guasti o addirittura con una sostituzione prematura. Eventualità queste strettamente connesse a esborsi economici non indifferenti. La cappa è un accessorio quasi sempre previsto nelle moderne cucine. Posta al di sopra del piano cottura, ha la funzione di assorbire il fumo e gli odori che si sprigionano dai fornelli. In commercio esistono due tipi di cappa:

  • la cappa aspirante, generalmente più costosa, è anche quella maggiormente efficiente, in quanto aspira e forza direttamente all’esterno tutte le sostanze residue e gli odori della cottura.
  • la cappa filtrante, invece, aspira l’aria intrisa di fumo per poi filtrarla e rimetterla in circolo all’interno della stessa cucina. In genere si ricorre alla cappa filtrante solo quando non è possibile (perché economicamente svantaggioso) creare un raccordo di comunicazione con la canna fumaria per scaricare all’esterno attraverso un unico condotto.

Per quanto diversi, entrambi i tipi di cappa condividono tuttavia una comune funzione di base, ovvero l’aspirazione dei fumi di cottura. Un buon utilizzo della cappa deve tener conto di diversi aspetti: le tempistiche di accensione e spegnimento, per esempio, sono uno dei punti cruciali da cui può dipendere l’efficienza della nostra cappa, sia pure a scapito del consumo di elettricità. Di norma essa andrebbe accesa nel momento stesso in cui si accendono i fornelli, e spenta alcuni minuti dopo lo spegnimento di questi ultimi.

E’ ancora un’abitudine molto diffusa, proprio per limitare i consumi, quella di accendere la cappa soltanto in alcuni casi, come ad esempio durante le fritture, la cottura di carne o pesce, la bollitura di verdure dal forte aroma, evitandone la messa in funzione in tutti gli altri casi.  Anche se utile per un certo verso a risparmiare qualcosa sulla bolletta,  questo sistema è in realtà estremamente dannoso perché,  anche se non ce ne accorgiamo, la diffusione dei fumi avviene sempre e comunque, malgrado l’assenza di odori sgradevoli.

E la conseguenza quale sarà? Apparentemente nessuna, ma dopo mesi e mesi di un utilizzo “selettivo”, le particelle grasse che si sviluppano mentre cuciniamo andranno a depositarsi (con effetti spesso irreversibili) sui pensili della cucina, sulle sedie, sulle pareti, sui ripiani, conferendo a tutta la stanza uno sgradevolissimo aspetto trasandato e unto assai simile, giusto per farsi un’idea, a quello delle cucine di molte rosticcerie.  Un altro aspetto da valutare durante l’utilizzo della cappa è quello relativo alla potenza di assorbimento. Si tratta in parole povere della modulazione, attraverso un selettore, della forza aspirante del motore. Anche in questo caso la tentazione di fare girare al minimo la nostra cappa potrebbe essere forte, ma rimane il fatto che la portata dell’aspirazione va sempre adeguata (magari anche eccedendo leggermente) alla quantità di fumo che si sviluppa.

Passiamo quindi alla manutenzione. A prescindere dal tipo che cappa che abbiamo in casa, la manutenzione non può essere tralasciata. Fermo restando che le tipologie di intervento possono variare da costruttore a costruttore, e che pertanto occorre sempre consultare il libretto di istruzioni prima di agire, potremmo sintetizzare dicendo che in tutte le cappe filtranti è prevista la pulizia o la sostituzione dei vari filtri ad intervalli regolari. In particolare, il filtro antigrasso, che di norma è metallico, potrà essere comodamente lavato in lavastoviglie o a mano, anche con l’uso di prodotti specifici. Il filtro antiodore, invece, andrà sostituito periodicamente. Essendo inoltre obbligati dal costruttore a comprarne uno identico, prima di acquistare la cappa sarà utile verificare (per il periodo post-garanzia) la presenza o meno in zona di centri autorizzati alla vendita dei ricambi.

Anche nelle cappe aspiranti i filtri andranno lavati o cambiati a seconda dei casi. Tuttavia, essendo questa tipologia di cappa strutturata in maniera tale da convogliare i fumi all’esterno, con l’andare del tempo succede che parte del grasso di aspirazione vada a depositarsi sulle pareti interne della struttura, formando una vera e propria patina. Una buona pulizia, quantomeno del tratto iniziale, potrà essere effettuata servendosi di sgrassatori per metalli, o anche mediante prodotti naturali come l’aceto e il bicarbonato. Se invece volessimo depurare periodicamente tutta la camera di aspirazione della nostra cappa, fino alla sua apertura esterna, potremo mettere a bollire la pentola più capiente che possediamo, con dentro una miscela di acqua e aceto (3 parti di aceto e 1 di acqua). Si tratta di un sistema molto casalingo ma altrettanto efficace attraverso cui, sfruttando per l’appunto l’enorme potere sgrassante dell’aceto caldo, elimineremo gran parte dei residui accumulatisi all’interno del condotto di aspirazione. Il tutto senza neanche doverci preoccupare delle esalazioni pungenti rilasciate dall’aceto, che per forza di cose verranno aspirate senza rimanere per giorni dentro la cucina.



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