Illuminazione

Lampade ministeriali da scrivania: un classico che diventa business

25 Lug , 2014   -   di

Lampade ministeriali da scrivania un classico che diventa business

Tornano prepotentemente di moda ad alimentare un business in vorticosa crescita le cosiddette lampade ministeriali, un accessorio molto diffuso nell’Europa degli anni 30, quando si ergeva fiero sulle scrivanie di uomini politici, avvocati, alti ufficiali e professionisti affermati. Un segnale distintivo di benessere e opulenza che strideva non poco con le ristrettezze e le vicessitudini umane di quegli anni a cavallo tra le due guerre mondiali.

Il fascino tutt’altro che discreto della lampada ministeriale non è mai veramente passato di moda, sebbene abbia vissuto decenni di relativo oblio già a partire dagli anni 60, da quando cioè rimase confinato nelle stanze dei palazzi di potere mentre fuori, complice quel benessere economico finalmente riconquistato, nuovi stili e tendenze reinterpretavano con nuovi canoni l’essenza stessa dello status symbol.

A distanza di quasi un secolo, però, la lampada ministeriale torna a bussare alle nostre porte, proponendosi non più come un simbolo di potere, ma come un irrinunciabile accessorio vintage da rivalutare anche in un contesto moderno.

Del resto questi sono anche gli anni dello shabby chic, del country chic, del riciclo e del recupero di vecchie glorie sepolte in cantina da riadattare a una funzionalità perduta. Quindi perchè meravigliarsi se la tendenza del momento, forse anche a causa di un appiattimento di forme e contenuti, sembra guardare al passato come fonte di ispirazione?

Ma torniamo alle nostre lampade, e vediamo di capire più nel dettaglio in che modo questo ritorno di fiamma stia influenzando il mercato. Se fino a qualche anno fa erano soltanto i negozi di antiquariato ad esporre per la vendita delle lampade ministeriali, adesso chiunque sembra in grado di proporcele, quasi come se un bel giorno ognuno di noi si fosse improvvisamente ricordato di possederne una. E non parliamo neanche di rigattieri o di rivenditori dell’usato, i quali peraltro potrebbero anche avere propri canali d’acquisto. La fetta più grande di quello che sembra a tutti gli effetti un business è rappresentata dai privati i quali, attraverso il sistema della vendita online, hanno invaso a tal punto il mercato da renderlo saturo. In parole povere, la domanda, nonostante fosse e sia tuttora in crescita, è stata letteralmente soverchiata dall’offerta.

La spiegazione? Non è facile analizzare un dato come questo, e più in generale un trend di mercato, per chi come noi si occupa d’altro. Possiamo solo rimanere nel campo delle ipotesi e magari, parafrasando un famoso proverbio, dire che “non è tutto ottone quello che luccica”. Moltissime lampade ministeriali, proposte online con quotazioni anche superiori ai 100 Euro, sono riproduzioni moderne. Alcune di esse, come quelle che sono in vendita nei negozi specializzati, possono valere quel prezzo, in quanto realizzate con materiali pregiati e con estrema cura del dettaglio; altre invece sono delle vere e proprie imitazioni, assemblate chissà dove con imbarazzante approssimazione. Giusto per fare un esempio, non è affatto raro imbattersi in degli esemplari con il paralume in plastica colorata.

Le lampade ministeriali risalenti al periodo compreso tra gli anni 30 e 50 hanno sicuramente, a detta degli esperti, un valore di mercato notevole (sebbene comunque piuttosto contenuto), che può arrivare fino a diverse centinaia di Euro per gli esemplari più integri e meglio realizzati. Il modello per così dire standard è costituito da una base rotonda in ottone lucido del diametro di circa 15/20cm e da un fusto anch’esso in ottone ma dal profilo variabile (rettilineo, curvo, sdoppiato, basculante), raccordato alla base mediante apposita filettatura interna. La parte superiore del fusto,  a sua volta staccabile, si biforca dando vita a due bracci più sottili che divergono verso l’esterno per poi ricongiungersi ad accogliere il paralume di vetro orientabile, dalla caratteristica forma a tegola e dal colore tipicamente verde sull’esterno e bianco all’interno.

Riconoscere non tanto l’originalità, quanto piuttosto la non-contemporaneità di una di queste lampade è piuttosto semplice, anche se non si tratta di un sistema infallibile. In prima battuta bisogna dare un’occhiata al cablaggio, alla spina per l’attacco alla corrente, al portalampada, e avremo un’indicazione abbastanza affidabile sul periodo di fabbricazione.  Tutti questi componenti dovrebbero infatti risultare vecchi, usurati e non in linea con quelli che oggi sono gli standard di sicurezza imposti dalla legge. Il portalampada inoltre dovrebbe alloggiare al proprio interno il comando di accensione, con la tipica catenella al posto dell’interruttore.

Passiamo infine al fusto: ricollegandoci a quanto descritto sopra, una lampada costituita da un unico pezzo d’ottone è con ogni probabilità una riproduzione moderna. Si, è vero, l’ottone potrebbe comunque essere ottone e non zamac verniciata, ma rimane il fatto che non saremmo di fronte a un pezzo originale, e di conseguenza anche il prezzo richiestoci sarebbe da riconsiderare.


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