Arredi e complementi

L’arredo che si trasforma: la sedia che diventa quadro

24 Gen , 2013   -   di

Arredare è un’arte che rispecchia il proprio modo di vivere il presente. È una risposta al non senso di molte situazioni della vita o è il modo di modificare la realtà, di personalizzarla, di farla propria. Chi crea degli oggetti d’arredo è un osservatore che interpreta il quotidiano e declina nel concreto i propri pensieri siano essi positivi o critici. Un progetto, un’idea si materializza e diventa sedia, quadro o entrambi, come nel caso degli oggetti che descriveremo qua sotto. Un arredo può essere interpretato dall’utilizzatore.

 

Wall Chair è un progetto dell’architetto abruzzese Angelo Bucci e del suo deZign Studio: una sedia pieghevole può acquisire un significato semantico. Un oggetto ha un particolare significato in base a quelle che sono le percezioni o i bisogni dell’utilizzatore. Ti serve una sedia? Pieghi e ripieghi i pannelli e ti siedi. Vuoi un dipinto? Trasforma la sedia in quadro.
http://www.dezignstudio.it/

 

Gli stessi principi hanno ispirato Dror Benshetrit un progettista americano, nato però a Tel Aviv e vissuto per studio in Olanda. Il movimento, l’assenza di staticità, la trasformazione è ciò che ispira maggiormente le sue opere: la sedia da parete è un classico esempio. In essa si coniugano comodità, semplicità e un po’ di sana fantasia. La sedia, realizzata totalmente in legno, si monta con pochi semplici gesti e in modo altrettanto veloce si trasforma in quadro.
http://www.studiodror.com

 

Anche il designer coreano Kwang Hoo Lee ha avuto un’idea simile creando una sedia pieghevole che si basa su un quadro con l’immagine della Monna Lisa di Leonardo da Vinci. Certo, forse non è particolarmente rispettoso per la Gioconda il gesto di poggiare il proprio didietro sul suo enigmatico faccione!
http://www.designboom.com/design/chairs-by-kwang-hoo-lee/


, , , ,


2 Commenti

  1. Raffaella Vacha ha detto:

    Mi piacciono molto!!

  2. BZCasa ha detto:

    Già Raffaella, sono buffi, curiosi, ma geniali…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *