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Le stufe a pellet sono ecologiche e fanno risparmiare denaro

9 Gen , 2015   -   di

Le stufe a pellet sono convenienti ed ecologiche

Le stufe a pellet godono anche nel nostro paese di una reputazione inattaccabile, tale da spingerne le vendite sul mercato e renderle sempre più popolari presso fasce sempre più larghe di consumatori. La portata del loro successo può essere esemplificata dagli oltre 200mila dispositivi venduti nel corso del 2013, con acquisti sempre più sostenuti soprattutto da quella parte di consumatori che tendono a privilegiare la propensione ecologica dei prodotti.

Stufa a pellet in cucina

Proprio la capacità di impattare in modo estremamente soft sull’ambiente, riducendo al massimo le emissioni nocive di Co2 e usando un combustibile come il pellet, va considerato il punto di forza delle stufe a pellet. Una propensione ecologica a cui concorre anche la presenza di norme estremamente severe in relazione alla possibilità di vendita del pellet, un combustibile che proviene dalla lavorazione del legno e nel quale la presenza di un legante naturale come la lignina consente di rinunciare all’uso di additivi chimici. Per poterlo commercializzare, infatti, è necessario che provenga da foreste autorizzate e integrate in maniera costante da altri alberi.

Stufa a pelletVa a questo punto ricordato come proprio le stufe a pellet siano non solo molto sponsorizzate a livello comunitario, ma anche premiate dalla normativa italiana, in quanto dispositivi ad alta efficienza in grado di ottimizzare l’energia impiegata e limitare al massimo le emissioni nocive. Un decreto legge del 2012, proprio per favorirne la diffusione nelle case degli italiani, ha elevato dal 36 al 50% la detrazione fiscale accordata agli acquirenti. Tale detrazione può essere ottenuta rispettando una serie di indicazioni ben precise, come la scelta di un modello certificato e l’acquisto tramite bonifico bancario, avendo cura di riportare espressamente la causale.  Oltre alla detrazione fiscale, le stufe a pellet possono contare anche su ulteriori agevolazioni, a partire dall’Iva ridotta al 10% per le spese di installazione, che sostituisce quella ordinaria al 21%. Una volta raccolta la documentazione necessaria, comprensiva di codice fiscale o partita Iva, non resta che inoltrare il tutto all’Enea, Ente Nazionale per l’Efficienza Energetica, e attendere un riscontro che dovrebbe arrivare entro due mesi.

Stufa a pellet
Proprio queste agevolazioni concesse a livello governativo hanno parzialmente neutralizzato quello che è il problema più rilevante in grado di frenare la diffusione delle stufe a pellet, ovvero i costi ancora molto elevati, che sono comunque in calo negli ultimi anni e che non hanno impedito a molte famiglie di adottarle come metodo di riscaldamento all’interno delle loro abitazioni.



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