Piante e fiori

Piante grasse: 4 punti chiave per curarle al meglio

18 Ago , 2014   -   di

Curare le piante grasse è piuttosto semplice e non richiede competenze particolari. Bisogna soltanto tenere a debita distanza quel luogo comune secondo cui sarebbero delle specie praticamente indistruttibili.

E’ opinione diffusa che le piante grasse siano una categoria di vegetali estremamente resistente agli agenti atmosferici e per il cui sviluppo non si richieda nessuna cura particolare. Sebbene sia innegabile che si tratta di piante di origine desertica, abituate a crescere anche in ambienti estremamente ostili, è comunque un grosso errore considerarle del tutto autonome, soprattutto in considerazione del fatto che la coltura in vaso, sia all’esterno che all’interno delle nostre abitazioni, rappresenta una drastica variazione del loro habitat naturale.

La cura delle piante grasse presuppone in verità la stessa attenzione che riserviamo a tutti gli altri vegetali, fermo restando l’attuazione di precauzioni altamente specifiche. In assenza di questo, il rischio è che la nostra pianta, pur non seccandosi del tutto, entri in uno stato cosiddetto “non vegetativo”, perdendo in gran parte il suo colore e la tipica carnosità delle sue foglie.
Cosa fare allora? Le regole da seguire sono piuttosto semplici, ma prima di stenderne un elenco è opportuno precisare che l’acquisto di queste piante andrebbe assolutamente evitato se risiediamo in zone collinari o montuose, con frequenti nevicate invernali, e con un clima di tipo continentale. La presenza del sole, anche piuttosto intenso, è infatti una condizione imprescindibile per il corretto sviluppo di una pianta grassa, così come un clima estremamente rigido, con temperature che scendono frequentemente sotto i 15 gradi, pone una grossissima ipoteca sulla sua capacità di sopravvivenza.
Una volta chiarito questo, ci sarà sufficiente osservare delle semplicissime precauzioni per assicurare alla nostra pianta grassa le giuste condizioni di crescita.

1- Esposizione: come accennato prima, l’esposizione diretta ai raggi del sole favorisce enormemente il metabolismo della pianta grassa e la pone nelle condizioni ideali. Qualora fossimo costretti, o preferissimo, tenerla all’interno, dovremo porla in un luogo molto luminoso e caldo (davanzale), avendo anche cura di spostarla durante il corso della giornata, in maniera tale da evitare che rimanga per troppo tempo all’ombra.

2- Innaffiature: un’umidità molto elevata del terriccio, derivante da innaffiature eccessive, può fare marcire la pianta grassa, e quindi dovremo adoperarci per evitare che questo accada. Se siamo relativamente esperti in giardinaggio, potrebbe essere sufficiente anche soltanto appoggiare la mano al terreno di coltura per verificare che sia umido al punto giusto. In alternativa è possibile servirsi di un misuratore di umidità per valutare con esattezza se la quantità d’acqua presente è superiore al necessario. In genere, durante il periodo primaverile ed estivo, che rappresenta anche il periodo di crescita, le innaffiature non dovranno essere più di una alla settimana. Mentre in inverno è possibile dare l’acqua anche con cadenza di 4 settimane. Ovviamente si tratta di tempistiche indicative, che possono essere soggette a diverse influenze esterne (piogge, cielo coperto, ecc.). Pertanto si consiglia, prima di ogni innaffiatura, di controllare il terriccio valutandone di volta in volta l’effettiva necessità di acqua.

3- Terreno e concimazione: un terriccio generico non aiuta la nostra pianta a crescere bene. L’ideale è usarne uno che contenga in percentuali adeguate potassio (stimolatore della fioritura), azoto (favorisce la crescita rigogliosa) e fosforo (incrementa lo sviluppo delle radici). Durante la primavera e l’estate è anche opportuno somministrare del fertilizzante durante i processi di innaffiatura.

4- Quando rinvasare: in linea di massima questa operazione si rende necessaria quando ci accorgiamo che le dimensioni della pianta grassa iniziano ad essere incompatibili con quelle del vaso. In ogni caso è sempre buona norma eseguire una rinvasatura almeno ogni due anni. La rinvasatura va effettuata durante il periodo estivo che, come detto prima, coincide con la fase di crescita. Durante questo processo dovremo anche verificare le condizioni generali delle radici, accertandoci anche dell’eventuale presenza di insetti nocivi, i quali rappresentano una minaccia alla sopravvivenza della nostra pianta., e che come tali andranno eliminati con tempestività affidandosi alla consulenza di esperti nel settore florovivaistico.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *