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Pompe di calore finalmente convenienti con la tariffa D1

15 Set , 2014   -   di

Pompe di calore finalmente convenienti con la tariffa D1

Quanto è conveniente installare una pompa di calore in casa? Grazie all’entrata in vigore di un nuovo regime tariffario, riservato a chi non possegga sistemi alternativi per il riscaldamento, si profila per ciascuna utenza un risparmio medio annuo di circa 500 Euro.

Le pompe di calore sono considerate uno dei dispositivi più indicati per rendere concreta la strategia europea esplicitata dal piano 20-20-20, e tesa ad aumentare la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili, diminuendo al contempo consumi energetici ed emissioni inquinanti. Strategia che può trovare un ottimo ausilio nell’adozione di macchine ad alta efficienza per la climatizzazione, come appunto le pompe di calore.

Sino al primo luglio di quest’anno, le pompe di calore hanno trovato un ostacolo molto serio nel nostro paese, che ne ha limitato l’introduzione nelle abitazioni degli italiani. Va infatti precisato che questi dispositivi, per poter esercitare il proprio benefico influsso sui consumi, necessitano di molta energia. Un dato, questo, che si è scontrato a lungo con  un regime tariffario progressivo, che colpisce proprio chi consuma molto, sconsigliando quindi l’adozione della pompa di calore in tutte quelle situazioni che ne prevedano un utilizzo massivo.

pompa di calore tariffa D1

Dal primo luglio, con grande soddisfazione degli esperti e degli addetti ai lavori, è entrata in vigore la tariffa D1, altrimenti detta tariffa piatta. Si tratta di un nuovo regime tariffario che non comporta alcun costo aggiuntivo per chi vogia aderirvi, a meno che non si decida di chiedere un adeguamento di potenza. Al nuovo regime, che è in fase di sperimentazione, possono accedere solo gli utenti in grado di dimostrare il possesso di una pompa di calore come unico mezzo di riscaldamento all’interno della propria abitazione. Chi aderisce può anche esercitare il diritto di recesso, ma una volta compiuta questa operazione non potrà più tornare alla tariffa D1.

Per quanto riguarda il problema dei costi, va ricordato che con la tariffa D1 ogni kilowattora verrà a gravare in bolletta per circa 23 centesimi di euro, una media che va a collocarsi tra i 14 centesimi e i 40 che caratterizzano l’attuale tariffa sociale.  Secondo Assoenergia, la tariffa D1 potrebbe portare a un risparmio nell’ordine dei 500 euro all’anno. Un livello tale da giustificare l’adozione di un dispositivo che è largamente sponsorizzato dalla stessa Unione Europea, che lo ritiene una delle possibili chiavi di volta per una sempre più efficace azione di contrasto all’inquinamento atmosferico.


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