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Rendere casa accogliente e mettere a proprio agio gli ospiti: facile!

12 Set , 2014   -   di

 

Rendere casa accogliente e mettere a proprio agio gli ospiti

 

Gusto ed accuratezza dei dettagli non sempre fanno rima con accoglienza e calore. Rendere la casa confortevole e a misura degli ospiti prescinde dal valore del nostro arredamento concentrandosi maggiormente sulla resa.

Le espressioni casa-bomboniera o casa show-room vi ricordano qualcosa? Ovviamente sarà capitato a tanti di sentirle, almeno una volta nella vita. Ma, anche se così non fosse, è comunque facile afferrarne il significato. Una casa-bomboniera o show-room è  pulita, ordinata, senza alcun oggetto fuori posto. Ha le tapparelle abbassate e gli infissi chiusi per non rovinare i mobili e non fare entrare la polvere. In una casa-bomboniera i divani e le poltrone sono rigorosamente coperti da teli protettivi e tutte le porte rigorosamente chiuse. In poche parole è la casa dei nostri nonni, costruita al prezzo di enormi sacrifici, e pertanto da preservare a qualsiasi costo. Anche a scapito di una vivibilità minima.

Come rendere la nostra casa accogliente e confortevole, dunque? Non è che ci voglia molto, si intende, anche perché si tratta soltanto di piccoli accorgimenti da dosare con cura senza strafare in senso opposto. Cominciamo dall’illuminazione: le camere luminose che lascino penetrare, quando è possibile, i raggi del sole, sono sempre un ottimo biglietto da visita che predispone positivamente anche ci ci viene a trovare. Allo stesso modo, gli ambienti ben arieggiati e privi di quel deprimente odore di chiuso sono sempre ben accetti, soprattutto in estate. In questo periodo dell’anno, poi, mettere a disposizione dei nostri ospiti il condizionatore contribuisce a creare un piacevole clima di convivialità, evitando di creare disagio e sofferenza fisica in chi soffre particolarmente il caldo.

Tenere le porte interne aperte (tranne, ovviamente, quelle di bagno, lavanderia, ripostiglio) è un altro gesto di cordialità nei confronti degli altri, in quanto tipica espressione del concetto stesso di ospitalità. Viceversa, una casa piena di porte chiuse comunica sentimenti di ansia, chiusura, e diffidenza.

Anche gli oggetti e la loro disposizione sono importantissimi nel conferire alla casa un’identità piuttosto che un’altra. Un ordine eccessivo, quasi maniacale, rappresenta sempre un elemento di disagio per amici e parenti. In questi casi, infatti, sia ha come l’impressione che ogni cosa si regga su un equilibrio ben studiato, e pertanto anche azioni semplici come sedersi su un divano saranno interpretate da eventuali ospiti come una violazione del nostro ambiente. La conseguenza di questo sarà che li vedremo adoperarsi più volte per rimettere a posto un cuscino o cercare disperatamente con lo sguardo un posto per posare chiavi, borse, occhiali, e qualsiasi piccolo oggetto in genere. Una casa accogliente non deve essere soltanto ammirata, ma anche toccata, presa in mano. Le opzioni in nostro possesso, anche in questo caso, sono molteplici. Dei libri riposti un po’ a casaccio sul tavolo, ad esempio, o anche una parete attrezzata piena di foto che ci ritraggono sorridenti, possono essere un ottimo inizio, così come delle piante d’appartamento ben curate e dai colori vivaci. L’importante è comunicare a chiunque venga a trovarci l’idea di trovarsi in un ambiente vivo, che respira, e che come tale raccoglie in sé gli elementi più disparati di vita quotidiana.

libri e le foto sono solo alcuni dei tanti esempi. Esistono decine e decine di indicatori nascosti che possono avere un effetto più o meno determinante nella percezione che gli altri avranno della nostra casa, e quindi di noi.  Non esageriamo, quindi, con i teli a copertura dei divani, o con il classico vassoio per offrire un semplice bicchiere d’acqua. Degli eventuali aloni lasciati sul tavolino da un bicchiere possiamo preoccuparci dopo, e comunque non rappresentano un problema. Del resto, a che serve avere una bella casa se nessuno viene a trovarci?

 

 

L’immagine in alto è di Gregory Crewdson.



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