Casa Green

Riqualificazione energetica per il risparmio e l’ambiente

17 Dic , 2013   -   di

Per riqualificazione energetica o retrofit di un edificio si intendono tutte le operazioni messe in campo per assegnare una nuova o una superiore (rispetto a quella precedente) qualità prestazionale alle costruzioni; la qualità è intesa dal punto di vista dell’efficienza energetica, ossia quel principio volto alla razionalizzazione dei flussi energetici che intercorrono tra sistema edificio (involucro e impianti) ed ambiente esterno.

Costruire edifici ad energia quasi zero è l’obiettivo che l’Unione Europea si è posta per il 2020: si tratta di costruzioni ad altissima prestazione energetica, nei quali il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo verrà coperto in misura significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili.

Oltre alle costruzioni ex novo, sono previsti interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente finalizzati a migliorare il comfort degli ambienti interni, contenere i consumi, ridurre le emissioni inquinanti e il relativo impatto ambientale, utilizzare in modo razionale le risorse attraverso lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili e ottimizzare la gestione dei servizi energetici.

Il concetto di riqualificazione energetica dell’esistente – correlato a quello di sostenibilità del costruito – è promosso a livello internazionale da politiche che individuano nella necessità di un sostanziale cambiamento nel modo di costruire, gestire e manutenere gli edifici esistenti la chiave di volta, in ambito edilizio, per la salvaguardia dell’ambiente e per la tutela della salute e del benessere dell’uomo.

Un’intensa attività di legislazione e di redazione di norme tecniche definisce parametri di efficienza sempre più restrittivi e criteri di risparmio sempre più vincolanti, imponendo interventi di adeguamento del patrimonio esistente a standard prestazionali più elevati.

Nel nostro Paese, in particolare, con il decreto legge n. 63 del 6 giugno 2013, poi convertito in legge n. 90 del 4 agosto 2013, sono state introdotte una serie di agevolazioni  fiscali a favore di contribuenti che abbiano in atto interventi edilizi, fra i quali anche quelli in ambito energetico.

Infatti è stata aumentata la detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente dal 55% al 65% e prorogata fino al 31 dicembre 2013. Tale proroga si estende al 30 giugno 2014 per interventi su edifici condominiali.

Ogni edificio è dotato di una classe energetica decrescente dalla A alla G, come accade per gli elettrodomestici. La classificazione consente ad esempio all’acquirente di un immobile di rendersi conto dei costi di gestione che dovrà affrontare. Inoltre viene in questo modo incentivata la costruzione di edifici con minor fabbisogno energetico, che siano più appetibili per il mercato in quanto con minori costi fissi per il riscaldamento.

Gli edifici meno recenti producono emissioni di CO2 superiori dell’80%  rispetto ai condomini o alle case più recenti che devo attenersi ad un livello non superiore al 20%. Per questo l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (ANACI) è scesa in campo con un progetto che mira a valorizzare gli edifici già costruiti: “Abitare Biotech”. Il progetto ha come obiettivi il miglioramento dell’efficienza energetica, il risparmio sulle spese di riscaldamento e la riduzione dell’inquinamento. Oltre ad agevolare l’accessibilità degli spazi abitativi e far aumentare il valore degli edifici presi in carico, trasformandoli da classe “G” in classe “A”.



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